Ricerca e confronto giuridico
AI Law
International Review of Artificial Intelligence Law
La Rivista internazionale sul diritto dell’intelligenza artificiale, edita da G. Giappichelli Editore. Marco Perilli ne è cofondatore e direttore responsabile.
Internazionale · Multilingue · Interdisciplinare
- Cofondatore e direttore responsabile
- Marco Perilli
- Direzione scientifica
- Fabio Addis
Rivista open access · ISSN online 3035-5451

Una dimensione editoriale internazionale
AI Law promuove un confronto giuridico internazionale sull’intelligenza artificiale, rivolto a giuristi, accademici e professionisti. Marco Perilli ne è cofondatore e direttore responsabile; la direzione scientifica è affidata al Professor Fabio Addis, ordinario di Diritto privato alla Sapienza Università di Roma.
La Rivista ha una propria identità editoriale, distinta dall’attività professionale di Marco Perilli. Questa pagina ne presenta le fonti ufficiali e una selezione di abstract, con rinvio agli articoli sul sito di AI Law.
Dall’archivio della Rivista
I fascicoli del 2025, con accesso diretto ai PDF ufficiali. Per tutte le annate è disponibile l’archivio della Rivista.
Tutti i fascicoliFascicoli e abstract
Una selezione di Perilaw per esplorare questioni, metodi e prospettive diverse del diritto dell’intelligenza artificiale. La scelta non costituisce una graduatoria ed è indipendente dalla direzione scientifica della Rivista.
Selezione verificata il .
Anteprima del fascicolo 2/2026
Anteprima online, non un fascicolo completo.
Indice sul sito della RivistaCura e decisioni Decision-Making in the Care Relationship and the Implications of Artificial Intelligence Leggi l’abstractChiudi l’abstract
Abstract ufficiale in italiano
Il contributo esamina il modo in cui l’intelligenza artificiale trasforma l’adozione delle decisioni nella relazione di cura e di fiducia tra medico e paziente. Muovendo dai quattro princìpi tradizionali della bioetica – beneficenza, non maleficenza, autonomia e giustizia – sostiene che la spiegabilità debba operare quale quinto principio, articolato nelle dimensioni dell’accountability e dell’intelligibilità. L’analisi considera i rischi derivanti dall’opacità, dai bias cognitivi e discriminatori, dall’automation bias e dalla possibile compressione sia della professionalità medica sia dell’autodeterminazione del paziente. Vengono quindi esaminati il ruolo di un controllo umano significativo, della trasparenza, di una progettazione sensibile ai valori e della motivazione delle decisioni, affinché l’IA rimanga uno strumento di supporto e non sostituisca il giudizio clinico. La conclusione è che una spiegabilità conforme al diritto e antropocentrica è essenziale tanto per la responsabilità professionale quanto per la partecipazione libera e consapevole del paziente alla pianificazione condivisa delle cure.
AI Law · G. Giappichelli Editore. Abstract riprodotto con il consenso dell’editore.
Articolo sul sito della RivistaRicerca e cybersicurezza La ricerca in cybersicurezza come infrastruttura cognitiva della sovranità digitale. Considerazioni giuridiche a partire dal primo libro bianco ACN-ANVUR Leggi l’abstractChiudi l’abstract
Abstract ufficiale in italiano
Il contributo propone una riflessione a valle del libro bianco curato dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), in collaborazione con l’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), intitolato «Stato della ricerca sulla cybersicurezza in Italia». Si tratta della prima ricognizione della ricerca nazionale in materia condotta sui prodotti conferiti nell’ambito della Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024. Muovendo dalla qualificazione della cybersicurezza come funzione pubblica, il lavoro esamina il metodo e i risultati della mappatura, che censisce 1.154 lavori scientifici attinenti alla cybersicurezza (poco meno dell’1% della produzione scientifica nazionale), riferiti in larga parte alle aree disciplinari più prossime. L’articolo individua i punti di forza del sistema, tra cui la diffusione territoriale della ricerca e la vitalità della formazione dottorale, nonché le fragilità strutturali (in particolare la sicurezza delle infrastrutture digitali), la marginalità delle scienze forensi digitali, la debolezza degli aspetti umani e formativi, il divario di genere nelle aree STEM e l’insufficiente valorizzazione industriale dei risultati. Alla luce dei dati acquisiti, la ricerca in cybersicurezza non costituisce un mero settore tecnico-specialistico, ma un’infrastruttura cognitiva della sovranità digitale e della sicurezza nazionale, di fondamentale importanza anche ai fini di assicurare la democrazia costituzionalmente garantita. La sua promozione richiede una politica pubblica della conoscenza cibernetica capace di collegare qualità scientifica, formazione avanzata, trasferimento tecnologico responsabile, capacità amministrativa e tutela dei diritti fondamentali, entro il quadro multilivello definito recentemente dal diritto europeo e nazionale.
AI Law · G. Giappichelli Editore. Abstract riprodotto con il consenso dell’editore.
Articolo sul sito della RivistaFascicolo 1/2026
Indice sul sito della RivistaAI e ricerca scientifica El impacto de la inteligencia artificial en la producción científica Leggi l’abstractChiudi l’abstract
Abstract ufficiale in italiano
L’articolo analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sulla produzione scientifica, evidenziandone il carattere di discontinuità epistemologica. L’autore propone un approccio fondato sul principio di “autoresponsabilità epistemica”, che richiede al ricercatore di assumere consapevolmente la responsabilità degli strumenti utilizzati. Vengono individuati i criteri minimi di un uso responsabile dell’IA nella ricerca – legittimità condizionata, trasparenza, controllo umano, esclusione dell’autorialità e limitazioni nella peer review – e si sottolinea il ruolo decisivo del diritto, delle istituzioni accademiche e delle riviste scientifiche nell’elaborare regole e policy adeguate. L’IA è interpretata non come minaccia, ma come occasione di rigenerazione metodologica, capace di potenziare i processi senza sostituire la creatività e la responsabilità umana. L’articolo si conclude con una riflessione personale, che richiama le tre etiche della prudenza, della fiducia e della cura, delineando le condizioni per un equilibrio fecondo tra tecnica e scienza.
AI Law · G. Giappichelli Editore. Abstract riprodotto con il consenso dell’editore.
Articolo sul sito della RivistaGiustizia e diritti umani Judiciary, Artificial Intelligence and Human Rights Leggi l’abstractChiudi l’abstract
Abstract ufficiale in italiano
L’articolo analizza l’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA) sull’attività giudiziaria, esaminando le opportunità e le sfide critiche derivanti dall’uso di sistemi algoritmici nei processi decisionali. Dopo aver ricostruito le origini teoriche della giustizia predittiva e le ragioni del crescente interesse per strumenti capaci di ridurre l’incertezza giuridica e il sovraccarico dei tribunali, l’articolo esplora i principali ambiti di applicazione dell’IA nei sistemi giudiziari – dalla ricerca giurisprudenziale ai meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie, dalla valutazione del rischio alla redazione assistita di documenti –, mettendo al contempo in evidenza i limiti strutturali degli algoritmi. Attraverso l’analisi di casi esemplari, vengono evidenziati i rischi associati all’opacità dei modelli, ai bias discriminatori e alla possibile violazione dei principi del giusto processo, della trasparenza e della parità delle armi. L’articolo sottolinea la necessità di garantire la qualità e l’accessibilità dei dati, la verificabilità delle procedure decisionali e la salvaguardia dell’indipendenza del giudice, al fine di evitare forme di determinismo tecnologico e di conformismo giurisprudenziale. La parte finale esamina il quadro regolatorio, in particolare il ruolo del RGPD e le nuove iniziative regolatorie europee, delineando prospettive per una governance responsabile dell’IA che assicuri il rispetto dei diritti fondamentali e la coerenza del sistema giudiziario.
AI Law · G. Giappichelli Editore. Abstract riprodotto con il consenso dell’editore.
Articolo sul sito della RivistaFascicolo 2/2025
Indice sul sito della RivistaEtica e diritto Breve tassonomia dei rapporti fra Intelligenza Artificiale, etica e diritto. Tre questioni Leggi l’abstractChiudi l’abstract
Abstract ufficiale in italiano
Il saggio intende affrontare tre questioni distinte che rientrano nell’ampio insieme di problemi relativi al rapporto tra Intelligenza Artificiale (“IA”), etica e diritto: il rapporto tra alcune applicazioni dell’IA e i diritti fondamentali; il problema della regolazione mediante design, che l’IA sembra promuovere; e la questione più generale del destino dell’intelligenza morale umana, in un contesto in cui molte scelte etiche vengono delegate alla macchina. In conclusione, si sosterrà che un buon grado di riflessività, come tratto distintivo dell’intelligenza umana, può preservare la moralità umana dagli effetti potenzialmente distruttivi dell’IA.
AI Law · G. Giappichelli Editore. Abstract riprodotto con il consenso dell’editore.
Articolo sul sito della RivistaAI nei rapporti di lavoro IA e rapporti di lavoro: patologie e tecniche di tutela Leggi l’abstractChiudi l’abstract
Abstract ufficiale in italiano
L’articolo affronta in chiave giuslavoristica le problematiche derivanti dall’impiego dell’intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro, distinguendo tra le patologie che emergono nel mercato del lavoro e quelle che si manifestano nella gestione del rapporto stesso. Dopo aver riconosciuto i vantaggi della digitalizzazione in termini di efficienza e sicurezza, l’autore analizza i rischi connessi alla scarsa trasparenza dei sistemi algoritmici, alla loro capacità di incidere sui diritti fondamentali dei lavoratori e al potenziale incremento di fenomeni discriminatori, diretti e indiretti. Vengono richiamati i principali casi giurisprudenziali e le fonti normative di riferimento, tra cui il GDPR, l’AI Act, la direttiva sul lavoro tramite piattaforme digitali e la legislazione nazionale. L’autore propone una lettura sistematica delle tecniche di tutela esistenti, riconducendole a un approccio risk based già noto nel diritto della sicurezza sul lavoro, fondato su valutazione preventiva dei rischi, trasparenza, sorveglianza umana e partecipazione sindacale. Particolare attenzione è riservata al ruolo delle rappresentanze dei lavoratori e della contrattazione collettiva, considerate strumenti essenziali per attenuare l’asimmetria informativa e garantire un controllo effettivo sull’uso dell’IA nei processi decisionali datoriali. In conclusione, lo scritto sottolinea come l’ordinamento giuslavoristico disponga già di principi e strumenti idonei a fronteggiare le sfide poste dall’IA, ma evidenzia la necessità di una razionalizzazione e armonizzazione delle fonti. L’obiettivo è assicurare trasparenza e imputabilità delle decisioni algoritmiche, salvaguardando la dignità del lavoratore e la correttezza dell’esercizio dei poteri datoriali.
AI Law · G. Giappichelli Editore. Abstract riprodotto con il consenso dell’editore.
Articolo sul sito della RivistaFascicolo 1/2025
Indice sul sito della RivistaPrevedibilità e giudizio Prevedibilità della decisione giudiziale, giudizio di diritto, intelligenza artificiale e intelligenza aumentata Leggi l’abstractChiudi l’abstract
Abstract ufficiale in italiano
Lo scritto esamina il concetto di giustizia predittiva, la sua evoluzione e il suo impatto sulla decisione giudiziale, con particolare riferimento al diritto civile. Sono indagate le diverse tecnologie impiegate per prevedere l’esito delle decisioni giudiziarie, distinguendo tra modelli basati sull’analisi dei precedenti giurisprudenziali mediante machine learning e approcci incentrati sull’interpretazione normativa secondo criteri algoritmici (ad es., l’art. 12 delle preleggi). Viene evidenziata la crescente tendenza a confondere i concetti di prevedibilità e predizione, con importanti implicazioni metodologiche e giuridiche.
L’analisi si sofferma sulle prassi virtuose adottate da alcuni uffici giudiziari italiani, come il progetto pilota del Tribunale di Brescia e l’iniziativa della Corte d’Appello di Venezia, che utilizzano banche dati evolute per migliorare la coerenza e la prevedibilità delle decisioni, senza sostituire il ruolo del giudice. Vengono poi esaminati i progetti interdisciplinari di giustizia predittiva, come il progetto «Predictive Justice» della Scuola Sant’Anna di Pisa e il Centro ALMA AI dell’Università di Bologna, volti a sviluppare strumenti basati su intelligenza artificiale capaci di rappresentare il ragionamento del giudice.
Un’attenzione particolare è dedicata ai limiti epistemici e giuridici degli algoritmi predittivi, tra cui la riduzione del diritto a un sistema computabile, il rischio di opacità decisionale e l’incapacità delle macchine di riprodurre il ragionamento giuridico umano. Si evidenzia inoltre il pericolo dell’effetto performativo degli algoritmi, che potrebbe condizionare le decisioni dei giudici rendendole eccessivamente uniformi e conservatrici, compromettendo la dinamicità del diritto.
Infine, il saggio sottolinea che l’integrazione dell’IA nella giustizia civile dovrebbe avvenire con un approccio critico e consapevole, tenendo conto delle peculiarità del ragionamento giuridico e dell’importanza della discrezionalità umana. Si sottolinea la necessità di migliorare la gestione e la sistematizzazione dei precedenti giurisprudenziali prima di affidarsi a strumenti predittivi, evitando un’adesione acritica a modelli basati su correlazioni statistiche che non tengono conto della complessità del diritto.
AI Law · G. Giappichelli Editore. Abstract riprodotto con il consenso dell’editore.
Articolo sul sito della RivistaCultura giuridica e AI IA e diritto: una introduzione Leggi l’abstractChiudi l’abstract
Abstract ufficiale in italiano
Considerata la enorme e crescente diffusione delle svariate applicazioni della Intelligenza Artificiale, e rilevati – accanto ai possibili vantaggi – i gravi pericoli che esse comportano, si sottolinea la necessità di un loro attento controllo etico-giuridico, ispirato al principio personalista e alla piena tutela della libertà e dignità umane. Si sottolinea la necessità, per i giuristi, di superare la frattura tra cultura scientifica e cultura umanistica, nella consapevolezza dell’unità delle “due culture”.
AI Law · G. Giappichelli Editore. Abstract riprodotto con il consenso dell’editore.
Articolo sul sito della RivistaLa selezione considera la sostanza delle questioni giuridiche e la pluralità di ambiti e prospettive. I testi mantengono la formulazione degli abstract pubblicati dalla Rivista.
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