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Peri News / Unione europea

Google Fonts: Szpunar contrario ai risarcimenti per violazioni provocate

Secondo un resoconto di Digital Watch Observatory, l’avvocato generale propone di escludere il risarcimento per chi provoca consapevolmente e ripetutamente violazioni del GDPR per ottenere compensi. Le conclusioni non sono vincolanti.

Caratteri tipografici in grafite, tre frecce blu collegate a schede bianche e una pila di monete su un vassoio avio, su fondo perla.
Illustrazione generata con AI

Secondo l’articolo «Google Fonts claims should not earn GDPR damages, says AG», di Jose Manuel Pérez Marzabal per Digital Watch Observatory, il 5 novembre 2026 l’avvocato generale Maciej Szpunar ha proposto alla Corte di giustizia dell’UE di escludere il risarcimento per danni non patrimoniali quando una persona provoca consapevolmente, automaticamente e ripetutamente violazioni del GDPR per ottenere un compenso. Le conclusioni riguardano la causa C-654/25, Undelam, e non vincolano la Corte. Il loro contenuto non è stato verificato direttamente sul documento primario.

Secondo Digital Watch Observatory, la controversia nasce dal caricamento dinamico di Google Fonts, che comporta l’invio dell’indirizzo IP del visitatore ai server di Google negli Stati Uniti. Nel procedimento rinviato dalla Corte federale di giustizia tedesca, un individuo avrebbe individuato tramite un crawler siti con questa configurazione e li avrebbe visitati per provocare il trasferimento. Il suo avvocato avrebbe poi inviato contestazioni a oltre 100.000 gestori. Uno di questi avrebbe versato 170 EUR, chiedendone successivamente la restituzione: si tratta di un pagamento riferito nella controversia, non di un risarcimento giudiziale.

La lettura dell’articolo 82 del GDPR attribuita a Szpunar distingue la violazione dal danno risarcibile: la disposizione compenserebbe un pregiudizio subito, senza remunerare la creazione deliberata delle condizioni per una richiesta. Questa posizione non equivale a dichiarare leciti i trasferimenti connessi a Google Fonts né a esentare in generale i gestori dalle responsabilità previste dal GDPR. L’esito del procedimento resta aperto alla decisione della Corte.

Fonti

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