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Peri News / Stati Uniti

Autori di manuali citano OpenAI e Microsoft per il training AI

Sei autori sostengono che manuali protetti siano stati copiati da raccolte pirata per addestrare modelli linguistici senza autorizzazione.

Libri di testo chiari, un volume aperto e piccole tessere argentate
Illustrazione generata con AI

Sei autori di manuali, tra cui il professore di finanza del Boston College Alan Marcus, hanno proposto un’azione collettiva contro OpenAI e Microsoft davanti al Tribunale distrettuale federale per il distretto meridionale di New York. Secondo il resoconto di The Heights, la causa depositata il 14 agosto 2026 sostiene che OpenAI abbia scaricato libri protetti da “shadow libraries”, li abbia inseriti in dataset e memoria informatica e li abbia convertiti per l’addestramento dei suoi modelli linguistici e di ChatGPT. Le accuse riguardano in particolare i dataset Books1 e Books2, che conterrebbero ebook provenienti da Library Genesis. I ricorrenti affermano inoltre che OpenAI avrebbe sviluppato software per rimuovere avvisi di copyright, titoli, ISBN e altre informazioni sulla gestione dei diritti.

La denuncia attribuisce a Microsoft un ruolo nell’infrastruttura usata per l’addestramento e nell’integrazione dei modelli in prodotti come Bing Chat e Copilot. Gli autori sostengono anche che le risposte dei modelli possano offrire sostituti dei manuali e ridurne le vendite; si tratta di allegazioni non ancora decise dal giudice. Il 16 settembre 2026 il giudice Sidney Stein avrebbe sospeso la causa in attesa delle decisioni sulle contrapposte richieste di giudizio sommario presentate in un contenzioso collegato. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha sostenuto in una memoria che l’addestramento di modelli AI su scritti protetti costituisce fair use, posizione governativa e non pronuncia giudiziale. Al momento della pubblicazione, secondo gli atti citati dall’articolo, OpenAI e Microsoft non avevano risposto alle accuse in questa causa.

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