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NotebookLM, proseguono le domande di Greene sulla voce AI
Un tribunale californiano ha respinto le eccezioni preliminari di Google sulle domande relative alla presunta riproduzione della voce di David Greene. La responsabilità resta da accertare.

Secondo l’articolo «Greene v. Google LLC» di Loeb & Loeb, un tribunale statale della California ha consentito di proseguire contro Google le domande del conduttore radiofonico e di podcast David Greene relative alla presunta riproduzione non autorizzata della sua voce in NotebookLM. Il giudice ha respinto le eccezioni preliminari di Google sulle quattro domande: tutela legale e di common law dello sfruttamento dell’identità personale, concorrenza sleale e arricchimento ingiustificato. Si tratta di una valutazione della sufficienza delle allegazioni, non di un accertamento della responsabilità. Il testo integrale della decisione non è stato consultato direttamente.
Greene sostiene che Google abbia utilizzato registrazioni della sua voce per creare il conduttore maschile AI della funzione Audio Overviews, impiegandolo anche nella promozione del prodotto senza consenso. In alternativa, denuncia un’imitazione deliberata della propria voce, indipendentemente dalla tecnica utilizzata. Il tribunale ha ritenuto sufficientemente allegato, ai fini della sezione 3344 del codice civile californiano, l’uso di una riproduzione digitale ricavata dalla voce di Greene e il collegamento con finalità commerciali. Per la domanda di common law, ha considerato adeguate le allegazioni sull’imitazione deliberata di una voce riconoscibile per vendere un prodotto.
Il giudice ha inoltre escluso che il Copyright Act federale precludesse queste domande statali: esse riguardano la presunta appropriazione della voce e dell’identità, distinte dai diritti sulle registrazioni sonore. La contestazione centrale concerne nuove frasi generate con quella voce, anziché la riproduzione o distribuzione delle registrazioni. Resta la precisazione che una domanda statale fondata autonomamente sulla copia delle registrazioni potrebbe essere preclusa dal diritto federale. Le domande contro Alphabet sono invece state respinte, con possibilità di modificarle, perché insufficienti a fondarne la responsabilità per le condotte attribuite a Google.
