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Peri News / Unione europea

Smart glasses: l’EDPB richiama trasparenza e limiti d’uso

Aggiornato 2 novembre 2026

La dichiarazione preliminare distingue le responsabilità di utenti e fornitori e raccomanda misure per rendere riconoscibile il trattamento dei dati.

Occhiali intelligenti grafite e avio con un piccolo sensore, su fondo bianco
Illustrazione generata con AI

Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ha adottato il 13 ottobre 2026 «Statement on Smart glasses», una dichiarazione di riflessioni preliminari sull’applicazione del GDPR agli occhiali connessi. Non introduce nuove norme. Il rischio centrale riguarda la raccolta di immagini e conversazioni senza che le persone presenti ne siano consapevoli.

Secondo l’EDPB, l’esenzione domestica riguarda attività strettamente personali o familiari e va interpretata restrittivamente: non copre la diffusione a un pubblico indeterminato sui social o gli impieghi professionali. Utenti, produttori e fornitori possono essere titolari, anche congiunti, secondo chi determina finalità e mezzi del trattamento. I fornitori che sono titolari restano responsabili dei propri obblighi, inclusa la trasparenza verso le persone riprese.

Il Comitato raccomanda di combinare segnali visivi, sonori e altre misure, limitare le registrazioni continue e proteggere per impostazione predefinita l’identità delle persone presenti. Il trattamento soggetto al GDPR richiede una base giuridica valida; giustificare con il legittimo interesse il riuso per addestrare AI presenta particolari difficoltà, soprattutto quando le persone ignorano la raccolta iniziale.

Fonti

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